VII.-1

2105 Parole

VII. Quella notte, fui svegliato da qualcuno che bussava con urgenza alla mia porta e prima che potessi rispondere, trovai Frances accanto al mio letto. Aveva acceso la luce, entrando. Aveva i capelli sciolti sopra la camicia da notte, il viso pallido cadaverico, l’espressione talmente stravolta da essere macilenta. Aveva gli occhi sbarrati. Sembrava quasi un’altra donna. «Bill, Bill, svegliati, presto!», stava mormorando, di fretta. «Sono sveglio. Che cosa c’è?» mormorai a mia volta. Ero sorpreso. «Ascolta!», disse, fissando lo sguardo nel vuoto. Non si sentiva un suono nella grande casa. Il vento aveva cessato di soffiare e tutto era immobile. Solo i tocchi che avevo sentito alla porta sembravano continuare nel mio cervello. L’orologio sul camino segnava le due e mezzo. «Non sento

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