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Perfect Vol.1

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Perfect Vol.1 - Passione e rivolta

Uno degli interrogativi più appassionanti dell"essere umano riguarda il Tempo. Cosa accadrebbe se ci toccassero in sorte tutti gli anni che vorremmo, se si bloccasse la sabbia nella clessidra di Crono, e alla primavera della vita non succedessero che altre, innumerevoli primavere? Perfect (Passione e rivolta), primo volume della trilogia omonima e completo a 600.000 caratteri, è la storia verosimile dell"umanità all"indomani della sensazionale scoperta del Cryostamen, la cosiddetta “formula dell"immortalità”, ad opera dello scienziato californiano Carter Wirthmann. Il mondo è devastato dagli effetti collaterali di quest"ennesima sfida al corso naturale delle cose: l"inquinamento ha trasformato il pianeta azzurro in una distesa arida e invivibile, le più grandi metropoli sopravvivono sotto cupole di plexiglass che preservano la salubrità dell"aria, e la società appare divisa in due grandi, inconciliabili insiemi. I Perfetti sono coloro che hanno potuto accedere al trattamento col Cryostamen (per solo privilegio di casta, di denaro, o di potere), mentre gli Imperfetti sono tutti i cittadini che trascinano le loro esistenze di mortali all"ombra dei primi, tra umiliazioni, indigenza, e morte in giovanissima età. Sotto la cupola di New Harmony, una metropoli tipo del “nuovo mondo”, nasce e si rafforza, tra ostacoli apparentemente insormontabili, la storia d"amore tra Lara Clay, giovane Perfetta stanca del proprio destino, e Isaac Klauss, Imperfetto di umili origini col desiderio di accedere all"olimpo dei privilegiati. La sanguinosa e apocalittica guerra che seguirà allo scontro tra le due fazioni, sommergerà anche i sentimenti dei protagonisti, fino a spegnerli nella coscienza di un nuovo tipo di eternità, che nulla ha a che fare con la vita terrena, e che solo si acquista dopo l"estremo sacrificio del corpo.

Laureato in lingue e culture internazionali, Raffaele Isolato applica le sue ricerche in campo etico ed epistemico a novelle e romanzi che spaziano dal fantasy al noir, al filone avventuristico, alcuni dei quali già pubblicati in rete e cartaceo. In attesa di pubblicazione sono altre raccolte di saggi e i più significativi esperimenti poetici. Tra i titoli pubblicati su sss: Attacco al potere (La Saga dei Perfetti e degli Imperfetti vol.I), Chi vuole andare in TV?, Viaggio a Nord, Dall’altra parte del nulla, Lineamenti di religione universale, Inferno XXI (poema didascalico-allegorico in trenta canti), Il nulla imperfetto, Nati alla luna nuova, Viaggio a Lost City, L’angelo dalle ali di carta, La pietra e lo scandalo (raccolta di novelle d’argomento erotico), Il Presidente (tragedia in cinque atti in versi sciolti).

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Prologo AD 2030 Le avevano permesso di tenere in camera uno specchio a figura intera, che le consentisse di contemplare il suo corpo in piena tranquillità, prima dell’inoculazione. Aveva un fisico asciutto, flessuoso. Con ogni curva al punto giusto e quasi centosettantanove centimetri d’altezza, era quotidianamente ammirato e sognato da almeno due generazioni di giovanissimi e adulti in tutti gli Stati Uniti. Il suo corpo splendido, il suo corpo mortale… Lara Gray era una delle attrici più celebri del panorama cinematografico mondiale: a soli venticinque anni era riuscita a incassare il suo primo budget a sette zeri per un nuovo film e – quel che più contava – era stata invitata a sottoporsi al trattamento al Cryostamen presso la clinica Twin Lakes, a titolo puramente onorifico. L’intervento per lei non avrebbe avuto nessun costo; in quel momento era l’invidia di metà delle showgirl degli Stati Uniti. Aprì su un lato la vestaglia lilla a ricami rosa che aveva indossato per la grande occasione. Girata di tre quarti verso la porta, per essere preparata nel caso qualcuno fosse entrato senza bussare, lasciò indugiare a lungo lo sguardo sulle gambe lunghe e perfette, sui glutei levigati dagli esercizi in palestra, sulla linea retta della schiena costretta per anni alle t*****e del busto ortopedico. Era vero, era bellissima, ma aveva pagato duramente la sua bellezza. Meritava di diventare immortale, di essere ricordata per sempre. Un tempo sarebbe arrossita al pensiero di ciò che stava per succedere; ora vi era preparata. Ne aveva già discusso a casa, coi parenti, gli amici, e perfino davanti alle telecamere. Il suo era diventato un caso internazionale: l’essere umano più giovane a beneficiare del trattamento rivoluzionario del professor Carter Wirthmann, l’inventore dell’immortalità. Lara si riscosse al rumore di passi nel corridoio. Era già arrivato il suo momento? Chiuse la vestaglia, annodò la cintura e si allontanò dallo specchio. Aveva già peccato abbastanza di vanità; era il momento di concentrarsi sull’operazione. I passi si allontanarono, la ragazza sospirò di sollievo. Tornò a sedersi sul letto, e a sistemare le decine di biglietti di amici e familiari che le erano stati recapitati quella mattina. Tutti incrociavano le dita assieme a lei. Sarebbe stata la bellissima Lara Gray per sempre? Sarebbe andato storto qualcosa? Deglutì con una smorfia: la sete... La sete era la sensazione più insopportabile che avesse al momento. L’assistente del professor Wirthmann era stato categorico al riguardo: non un goccio d’acqua nelle ventiquattr’ore precedenti il trattamento. A Lara era stato finanche proibito di consumare alcun pasto nello stesso arco di tempo, ma a soffrire la fame era abituata. Controllò il suo viso allo specchio: ecco, ora aveva un aspetto da mendicante. Oh, se avesse potuto barattare l’eternità per un goccio d’acqua, l’elisir di lunga vita per una gazzosa gelata! Sorrise, sistemò la massa di lucenti capelli castani su una spalla e prese a spazzolarseli per alleviare la tensione. I capelli le sarebbero rimasti? Sì, ma con gli anni si sarebbero spezzati, o rovinati, oppure sarebbero caduti. Avrebbe dovuto sostituirli con una parrucca, o trapiantarli. Il Cryostamen agiva sulla pelle e sui tessuti ben irrorati dal sangue, non sulle strutture biologiche a esclusivo contenuto cheratinico. Controllò l’orologio: mancava ancora un quarto d’ora a mezzogiorno. Avrebbe voluto che l’anestetizzassero solo per sconfiggere una volta per tutte l’arsura alla gola. Dieci, venti, cent’anni senza più una cena o uno snack con gli amici. Mai una preoccupazione per la prima ruga, o il primo capello bianco. Le sue amiche l’avrebbero invidiata. Avrebbero continuato a invecchiare, appassire... e lei? Secondo gli strabilianti risultati del siero, almeno dopo le prime sperimentazioni, il suo invecchiamento naturale si sarebbe prima ridotto drasticamente, e poi si sarebbe bloccato del tutto. Lara Gray sarebbe rimasta all’apice della bellezza per un imprecisato numero di decenni... forse di secoli. La struttura molecolare del suo corpo sarebbe stata modificata a livello genetico, senza che i suoi ricordi, i suoi sentimenti, il modo di pensare e di agire ne risentissero in alcun modo. Tutto perfetto, quindi... Raccolse il mazzo dei bigliettini arrivati coi fiori la sera prima. Ce n’erano più di trenta, e Lara li aveva sovrapposti e legati con un elastico, in ordine d’importanza. Il primo era quello del presidente degli Stati Uniti. Neppure immaginava che fosse un suo fan, finché non le era stato recapitato il suo omaggio: un mazzo semplicissimo di rose di vario colore, dal magenta al rosso scuro, al rosato, con un messaggio di poche, semplici parole: “Da uno dei suoi più affezionati ammiratori, con l’augurio che la sua bellezza possa far onore alla nostra nazione nei secoli a venire”. Quando si era resa conto che il biglietto veniva dalla Casa Bianca, Lara non aveva potuto fare a meno di condividere la sua eccitazione con la madre. Entrambe avevano letto e riletto gli auguri, analizzando quasi ogni singola parola. Il presidente era stato anche uno dei più attivi finanziatori della ricerca Wirthmann, fronteggiando le critiche della comunità scientifica e anche, più tardi, dei religiosi e degli ambientalisti. Man mano che le folli dichiarazioni dello scienziato di origine tedesca si dimostravano fondate, il mondo aveva compreso di trovarsi di fronte all’invenzione del secolo. Dei secoli a venire, anzi. Il costo dei primi trattamenti, anche per compensare le spese di ricerca, aveva avuto cifre astronomiche. Alcune attrici già in là con gli anni si erano concesse il lusso di assottigliare drasticamente il proprio patrimonio per testare volontariamente sul loro corpo il siero dell’eternità. Lara le aveva compatite, più che ammirate: si erano già quasi tutte sottoposte a vari interventi di chirurgia estetica, e ovviamente il Cryostamen non avrebbe avuto nessun effetto su protesi, trattamenti al botox, silicone, lifting più o meno duraturi. Ognuna si sarebbe tenuta l’aspetto naturale garantito loro dai rispettivi geni: i trattamenti plastici sarebbero dovuti essere ripetuti ogni qualvolta ce ne fosse stato bisogno. E questo per sempre. Sapevano a cosa sarebbero andate incontro, quelle streghe? Lara ne aveva discusso con sua madre, per ingannare il tempo dopo il ricovero in clinica. La signora Gray non aveva appoggiato l’ilarità della figlia: era una donna determinata e franca, che non aveva mai adottato comportamenti meno che razionali o “ragionevoli”, di fronte alle decisioni azzardate dell’altra. Dopo l’iniziale proposta del professor Wirthmann, era stata la persona più difficile da convincere sull’efficacia e l’inoffensività del trattamento. «Sai che nulla è per sempre, giusto?» le aveva detto, fissandola senza sorridere. «Sono più di vent’anni che sono stati fatti quegli esperimenti, mamma! Sugli animali hanno dato risultati eccellenti!» era stata la risposta. Lara era soltanto crucciata perché la sua genitrice non aveva preso posto nello stuolo di adulatori che continuava ad applaudire la sua scelta. «Sugli animali, appunto. Gli uomini sono diversi.» «Siamo carne e sangue, come loro.» «E le emozioni? E i sentimenti? I ricordi?» «Io... io non mi scorderò mai di te, mamma. Dovessero passare anche mille anni.» Le si erano inumiditi gli occhi, al solo pensiero delle implicazioni dell’ultima domanda di sua madre. L’avrebbe vista morire, ovvio. E anche l’attuale marito della mamma, e forse tutte le persone care che avrebbe avuto nel corso della vita. Sarebbe andata avanti, sempre, e si sarebbe lasciata indietro tutti. Anche in quel momento, dopo che sua madre l’aveva abbandonata in attesa dell’ora X, si sorprese ad asciugarsi una lacrima. Era la sua unica erede... e non credeva proprio che le avrebbe dato la gioia di un nipotino. Nessun genitore avrebbe dovuto sopravvivere ai propri figli: le sembrava una mostruosità. Eppure... avrebbero potuto dare il siero anche a loro, no? Col tempo i costi avrebbero subito un drastico taglio, il Cryostamen sarebbe stato liberalizzato, e allora... Sorrise, poi deglutì ancora a fatica: l’assurdità di quell’ipotesi era troppo palese per meritare più di una considerazione. Altri passi nel corridoio non riuscirono a distoglierla dal ricordo di sua madre che la fissava e riusciva a trasmetterle i suoi pensieri. Non lo fare. Non puoi sapere cosa ti succederà, dopo. Cosa succederà a noi tutti. «Allora, signorina Gray. Come ti senti? Affamata?» La voce squillante e solare dell’infermiera la fece sussultare. La ragazza aveva pressappoco la sua età, e avevano fatto amicizia il primo giorno di ricovero alla Twin Lakes. Sembrò notare l’aria stranita della paziente, e si avvicinò in modo più discreto. «Mi dispiace averti spaventato. Avrei dovuto bussare più forte.» «No, sono io che ero sovrappensiero.» Lara deglutì ancora una volta. Si costrinse a calmarsi con due brevi respiri. Non poteva già essere arrivato il momento. Cosa stavano per farle? «Tranquilla, non devi giustificarti. Ho visto molte altre pazienti nella tua situazione, sai? Il giorno prima tutte erano eccitate e non smettevano di chiacchierare, poi al momento del siero...» Questo non aiutava davvero. Lara distolse lo sguardo e riprese a contare i biglietti per evitare di lasciare le mani tremanti sul letto. L’infermiera si accorse di aver fatto l’ennesimo passo falso. «Ma tu... ti assicuro che sei la più bella creatura che abbia mai messo piede qui dentro.» «Creatura!» sorrise Lara, riprendendo interesse. «Sei gentile. Ma se adesso tu volessi fare qualcosa per me... non potresti mica...» Si portò le dita alla bocca, per indicare l’atto del bere. L’altra sembrava aspettarselo, perché aveva già cominciato a scuotere la testa. «Sai che non è permesso. Potrebbe pregiudicare la corretta assimilazione della formula. A meno che... non avrai mica bevuto l’acqua dei vasi, vero?» Stavolta la paziente rise più apertamente; perlomeno la sua nuova amica era riuscita a calmarla. «Allora, quando credi che inizierà?» «Il professor Wirthmann ha chiamato poco fa. Dice che arriverà in clinica a momenti. Ora è meglio che tu prenda questa.» Dal vassoio poggiato sul comodino, e che Lara aveva appena notato, l’infermiera le porse una pillola rossa, minuscola, sulla punta di un dito. “Un bicchiere d’acqua per accompagnarla?”, avrebbe voluto chiedere Lara, ma le parole le morirono in gola. «Mi farà addormentare?» «Certo. Non sentirai assolutamente niente, vedrai.» «Le altre pazienti... hanno provato dolore? Hanno ricordato qualcosa?» L’infermiera sorrise in quel suo modo dolce, sicuro di sé. «Assolutamente niente. Ti addormenterai bellissima, Lara, e ti sveglierai ancora più bella. Te lo assicuro.» Lara prese la medicina come faceva quando era piccola, assistita da sua madre. Si distese sul letto e aspettò che la pillola facesse effetto. Stava per avverarsi, nel suo caso, uno dei sogni più ambiti dell’uomo dall’alba della sua storia. Sarebbe stata bella per secoli, forse per sempre: bella e immortale. Perfetta. Sua madre sarebbe stata felice per lei... Sarebbe stato tutto... tutto... Si addormentò prima di aver dato voce al suo ultimo pensiero. *** Il professor Carter Wirthmann accelerò in vista dei cancelli della Twin Lakes, soltanto per frenare bruscamente di fronte ai furgoni e alle auto dei giornalisti accampati nei pressi. Grugnì impaziente, e sistemò lo specchietto retrovisore: era troppo tardi per tornare indietro, e troppo avventato sfondare i cancelli con la sua Mercedes. Cosa stavano combinando quegli imbranati della sicurezza? E soprattutto, come aveva fatto una tale marmaglia di sfaccendati a scovare il sito segreto della clinica? Quasi sicuramente una delle pazienti aveva parlato troppo. Del suo personale si fidava ciecamente: erano suoi collaboratori, prima che dipendenti. Una giornalista munita di cuffie e microfono lo scorse per prima, probabilmente benedicendo la sorte di ritardataria che l’aveva bandita nelle ultime file. Fece un cenno nervoso al cameraman e cominciò a correre verso l’auto. Il professore la tenne d’occhio continuando a sbuffare, poi diede un paio di colpi di clacson e fece rombare il motore. La folla di giornalisti e manifestanti si voltò nella sua direzione. Ora anche gli striscioni erano rivolti verso di lui. Sfortunatamente, ne aveva già sentito parlare; qualsiasi sito Internet che si occupava di Cryostamen ne era farcito fino alla nausea. cryostamen veleno, basta sperimentazioni sugli animali! wirthmann & poole, avvelenatori del pianeta! Si passò le dita tra i capelli completamente bianchi, ma ancora piuttosto folti, e si preparò alla guerra. Chiamò gli agenti di sicurezza col cellulare, e si decise a comunicare la sua posizione dopo averli riempiti d’improperi. Perché un genio del suo calibro era costretto ancora a subire quelle scenate pietose? Era pronto a giurare che se avesse proposto a uno di quei figli dei fiori di assumere il Cryostamen gratuitamente, quello non se lo sarebbe fatto ripetere due volte. Erano soltanto invidiosi, invidiosi senza pudore e senza nessun riguardo per la scienza. Era con un premio Nobel che avevano a che fare! Il genio che aveva sconfitto la morte e che con ogni probabilità aveva dato all’uomo la possibilità di vivere in eterno! Non appena i primi giornalisti raggiunsero l’auto, il professore udì decine di unghie che ticchettavano ai finestrini. «Professore, Lara Gray ha già raggiunto la clinica?» «Verrà operata oggi?» «Professor Wirthmann, è vero che sarà irradiata col Cryostamen contro la sua volontà?»

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