> dichiarò Sania.
> intervenne Schizzo che gesticolava animatamente.
> disse Nbisi con tono autoritario.
>
> rispose Tony che era ritornato nei ranghi.
> mentre Nbisi impartiva ordini per affrontare la nuova, imprevista, minaccia. Anzor se ne stava seduto fissando il pavimento, come faceva di solito quando era immerso nelle sue riflessioni; poi intervenne interrompendo l'amico.
> disse, girandosi verso la squadra che lo guardava in attesa di spiegazioni.
> dichiarò Anzor.
> disse Nbisi incuriosito.
>
> esclamò Sania, visibilmente stupefatta per via dell'incredibile impresa del loro nemico.
> continuò Anzor.
>
> intervenne Sania.
>
Anzor scosse la testa in segno di approvazione, poi riprese.
>
> chiese Bruce Wynalda.
> rispose Anzor.
>
> interruppe Nbisi.
Anzor attese qualche secondo che l'amico potesse terminare il suo intervento ma l'amico tacque; così continuò la sua analisi.
> concluse Anzor mentre scuoteva la testa come per rimproverarsi di non essersene accorto prima.
> esclamò Schizzo.
> domandò Bruce ad Anzor.
> rispose quest'ultimo.
> riprese Anzor.
>
> interruppe Sania.
>
> riprese Anzor.
>
> aggiunse Nbisi.
> domandò Schizzo preoccupato.
Anzor si alzò dalla sedia e guardando i colleghi rispose.
>
> chiese Wynalda visibilmente dubbioso.
Anzor non rispose si limitò a fissare l'uomo negli occhi.
Dopo qualche secondo di silenzio tutta la squadra realizzò che l'intenzione dell'uomo era quella di andarsene proprio con la loro nave, l'Elixyr 4.
> esclamo Tony, appena realizzata la cosa.
> dichiaro Nbisi lasciando trasparire tutto il suo furore.
Il mercenario s'incolpava personalmente delle perdite subite e non si sarebbe mai perdonato il fallimento della missione.
> aggiunse Anzor.
> aggiunse Nbisi.
> concluse lo stesso.
Anzor capì dalle parole dell'amico che la perdita dei due colleghi era stato un duro colpo per lui.
Il tono di voce di Nbisi lasciava trasparire tutta la sua voglia di riscatto.
I mercenari si alzarono dal tavolino, con la rabbia e la sete di vendetta si era impadronita di tutta la squadra che non vedeva l'ora di vendicare il loro collega Howard, così barbaramente ucciso nel lettino dell'infermeria.
Anzor si avvicinò a Nbisi prima di uscire dalla sala e gli domandò.
>
> rispose il collega.
> Sghignazzò sommessamente.
>
Nbisi e Anzor risero, era sempre un piacere per un mercenario parlare dei vecchi tempi.
L'uomo continuò nella narrazione.
>
> esclamò Anzor stupito.
> rispose Nbisi.
> domandò Anzor aspettandosi una risposta plausibile.
> rispose Nbisi lasciando di stucco l'amico.
> concluse Nbisi.
> domandò ancora Anzor.
>
Anzor si congedò dall'amico e andò a prepararsi.
Dentro di se ripensava alla storia che gli aveva raccontato Nbisi.
Anche il nostro uomo è venuto qui da solo e utilizza molta lama. Speriamo che Fred ci aiuti a far luce su questa storia >>
Anzor si recò al suo alloggio per prendere poco equipaggiamento e registrare tutti i dati che aveva sul luo chip olografico all'interno del suo braccio.
Quella poteva anche essere l'ultima volta che registrava i dati missione; era ben conscio che poteva rimanerci secco.
Si avviò verso l'armeria solo 10 minuti più tardi. Si aspettava di trovare già Nbisi e gli altri là ad esaminare il robot Fred.
Fred era stato riattivato perciò finalmente sarebbe stato possibile accedere ai suoi dati.
Tony ricollegò il robot che emise frasi sconnesse.
>
> ordinò Nbisi visibilmente accigliato.
Tony esegui l'ordine e in breve i dati della memoria del robot furono trasferiti su un pannello attaccato al soffitto della stanza.
Le immagini cominciavano a prendere forma.
Fred stava lavorando su alcuni pannelli a portata di mano, quando la grata dell'impianto di ventilazione, nelle immagini trasmesse sullo schermo, si aprì di colpo.
> esclamò Sania, indicando il pannello con il suo indice tremante.
Il gruppo sobbalzò ed ammutolì.
Un uomo completamente ricoperto da una leggera tuta nera uscì dal condotto. L'unica cosa che si distingueva chiaramente erano i visori sugli occhi, simili a quello che portava anche Nbisi, insieme ad alcune attrezzature complementari sul corpo, le quali erano perfettamente integrate con la sua figura per permettergli agili movimenti.
L'uomo con uno scatto fulmineo corse verso il robot e sguainò una spada da dietro la schiena, con un movimento ancor più rapido; quasi impercettibile.
Attaccò Fred con un rapido fendente e l'immagine si interruppe proprio in quell'istante.
Quando il filmato finì, né Nbisi, né Anzor, dissero una sola parola di commento.