Pessimi risvegliSentii ripetutamente un suono, prima lontano, poi piano piano sempre più reale, più vicino, fino a quando capii che proveniva dal campanello di casa mia. Guardai la sveglia. Le quattro e quaranta del mattino. Il cuore mi balzò dal petto, la bocca asciutta. “Forse è Chiara” pensai. Mi ritrovai davanti al citofono senza capire come fossi arrivato lì. «Chi è?», domandai. «Sono Lorenzo. Aprimi, devo parlarti». Il suo respiro era affannoso, tossiva. Aprii il portone. Sentii i suoi passi riecheggiare lungo la tromba delle scale, di sicuro indossava scarpe di cuoio con tacco a base larga, come al solito. Era un agente immobiliare, vestiva sempre elegante. Doveva essere abbastanza credibile, poiché spesso accompagnava i clienti a visionare le case in vendita. Ma nel weekend si

