MetamorfosiIl mio cuore sobbalzò quando vidi le labbra di Sara schiudersi. Si aprirono leggermente, come a voler iniziare il discorso, poi le richiuse lentamente senza dire niente. Fece un respiro, mi guardò, abbassò la testa. Ero stanco di quella scenetta. «Sara», sbottai. «Ok. Sono incinta, e il figlio è tuo. È questo che volevi sapere? Sei felice ora?». Poi il silenzio. Si azzittì anche il vento che, sentita la notizia, aveva deciso di tirare in un’altra direzione. «Ora che lo sai che cosa cambierà? Tu hai la tua vita con Chiara. Io sono stata solo lo sfogo di un giorno e nient’altro. Sappiamo entrambi che sei innamorato di lei. Da quella mattina alla villa non ti sei fatto più sentire». «Hai ragione», ammisi. «Non ti ho più chiamato. Mi avevi detto che sarebbe andato tutto bene e

