Come backQuando entrai in casa, il rumore della chiave che sbloccava la serratura già mi mancava al pensiero che avrei dovuto lasciare il nostro rifugio. Neanche mangiai, non avevo appetito. Accesi la tv per cercare di spostare i miei pensieri su qualcosa di meno impegnativo, ma non servì a nulla. Con le gambe a cavallo nel bracciolo della poltrona e la testa penzolante, cercavo dentro una tazza di caffè la soluzione. Fuori la strada doveva essere particolarmente vivace: sentivo le voci dei ragazzi che parlavano e bevevano birra, motorini e macchine passavano, qualcuno che salutava e ripartiva per chissà dove, i cani dei vicini che abbaiavano infastiditi dal casino. In casa, invece, tutto quel silenzio mi soffocava, così ogni tanto mi affacciavo per respirare un po’ di quel rumore. Chiar

