“E adesso diletti fanciulli,” disse infine egli in tono sarcastico e profondamente altezzoso sempre fissando Seneca negli occhi ostile, “avete riferito le vostre fole e le vostre illazioni: io vi ho ascoltato. Controllerò, ne ho i mezzi, ne ho l’autorità: la verità verrà a galla e, allora, io prenderò le debite misure. State tranquilli! Per ora vi sono grato, ma non vedo alcuna ragione per cui dobbiate ancora attardarvi qui presso la mia dimora. Sarete attesi dalle vostre mamme e di voi sentiranno la mancanza cui sono soggette le donne.” E qui rise in modo volgare allargando la bocca come le fauci di un orso che sbadigli annoiato e in preda al sonno. “Uh…,” sospirò con tutte le forze che aveva in corpo e nulla mi poté dissuadere che egli fingesse lo sbadiglio ad arte per offenderci ancora

