“Sì, ma la teoria di questi cristiani,” disse Seneca non appena gli fu possibile di superare con la propria le voci quella degli altri, “questa teoria, ottimi padri, è chiara e comprensibile a tutti! Essa va proprio nella direzione che la plebe si aspetta e che è lontana mille miglia dalle teorie poco consolatorie che la tradizione romana ha offerto finora. E vi giuro che questa teoria,” rimarcò la parola teoria come ad assaporarne il gusto, “per quanto assurda essa sembri, a leggerla attentamente…” “Ma se non sanno né leggere né scrivere! Andiamo!” esclamò la buccina. “Sì, ma parlano per immagini e parabole… E Paolo me ne ha riferite molte e molto efficaci, e comprensibili a tutti!” Mio padre lo fissava perché sapevo che di parabole e discorsi riportati era piena l’epistola di mio zio

