Dirò solo che era agosto dunque, nel pieno del mese dedicato a Ottaviano Augusto e dell’estate, e questo basti dire; e chissà se la storia dell’alma Roma non cogliesse le avvisaglie del suo primo autunno. Giunti che fummo all’ingresso della villa smontammo dai cavalli e li affidammo ai servi che erano con noi. Seneca si diresse verso il piantone di guardia e, riconosciuto, consegnò al drappello di uomini che lo componeva un biglietto vergato di proprio pugno da consegnare alla guardia, facendolo così giungere nelle mani di chi ci avrebbe ammesso alla presenza dell’Imperatore. Restava così il tempo di osservare lo spazio all’intorno e la costruzione che ospitava Nerone e i suoi ospiti adulatori, che senz’altro, come aveva detto Seneca poc’anzi, stavano consigliando Nerone sul da farsi e su

