Due altre fate, un po' meno vecchie di quella che conduceva mia madre, vennero a riceverla alla porta e le fecero un'accoglienza, che pareva proprio una festa. Essa le pregò di menarla subito nel giardino e precisamente a quelle spalliere, dove avrebbe potuto trovare i frutti migliori. "Sono tutti buoni nello stesso modo", risposero le fate, "e se non fosse che tu vuoi cavarti il gusto di coglierli colle tue mani, noi non avremmo da fare altro che chiamarli e farteli venire fin qui!" "Oh! ve ne supplico, signore mie", esclamò la Regina "fate che io abbia la contentezza di vedere una cosa così meravigliosa e fuori dell'usuale." La più vecchia delle due fate si pose un dito in bocca e fece tre fischi: poi gridò "albicocche, pesche, noci, prugnole, pere, poponi, uva mascadella, mele, arance,

