Capitolo 39

942 Parole

39. Io e Bruno recuperiamo nel giro di mezz’ora la macchina. Saliamo senza che il mio amico mi guardi nemmeno una volta in faccia. “Sei offeso?”, gli chiedo. “Fa’ un po’ tu, fratello”. “E perché mai? Non mi sembra di averti fatto nulla”. “Lo dici tu, cazzo. Lo vedi questo?”, si indica il labbro tumefatto e aperto dal manrovescio di Wehrmacht. “E che ci posso fare io se apri la bocca e compri una vocale a caso per parlare?”. “Sei uno stronzo. Me l’ha dato solo perché mi hai messo in una situazione di inferiorità”. “Inferiorità?”. “Già. Mi hai fatto passare per un cretino, ecco. E lui si è sfogato sull’anello debole della catena”. “Non direi proprio. Ti comporti sempre allo stesso modo e la colpa è la mia. Come anni fa in campeggio, con i Carabinieri. Come altre cento volte allo sta

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