Quattro mesi di carcere l’avevano privato di tante, troppe, necessarie informazioni. Chi era quel deficiente che trasmetteva? Chi lo aveva messo lì? E, soprattutto, che razza di musica stava mandando in onda? Prima di rispondere allungò il braccio verso la consolle e alzò il volume. Non si era sbagliato: Close To The Edge. Ed erano proprio gli Yes. Inaccettabile. Quel braccio allungato il ragazzino tentò di bloccarlo ponendovi sopra la sua mano: sudata. Fu un attimo. In meno di due secondi le dita di Vito lasciarono il cursore del mixer e afferrarono lo sprovveduto per il collo. Sbattendolo contro il muro. Una pinza micidiale. – Ehi, ma che cazz… – Due cose, – precisò Vito con la voce impassibile e quella sua feroce espressione immutabile, – due cose innanzi tutto: primo, qui comando

