II AbrahamEra seduto fuori, sul portico di legno di casa sua, che aveva finito di dipingere giusto un paio di giorni prima, con fatica, certo, alla sua età non poteva pretendere di essere ancora così rapido e in forma come quando aveva trent’anni. Si stava gustando un tè freddo con ghiaccio che Mary, sua moglie, gli aveva preparato non più di una decina di minuti prima, e stava piacevolmente osservando la tintura che aveva usato per dipingere la staccionata del portico, che al tramonto sembrava ancora più bella, quasi fosse nuova. Non lo era ovviamente, quella casa era molto più vecchia di quanto lo fossero lui e Mary. Avevano acquistato l’immobile verso la fine della Seconda guerra mondiale, e poiché, al tempo, quella era una zona molto pericolosa – un po’ per le bombe sganciate dagli ae

