III.-2

2115 Parole

– Quanto è strana, questa vostra sorella... – diceva talora ad Anna, quando si trovavano soli. – È buona però – osservava ella, pensosamente. – Vi pare buona? – Sì. – Voi non sapete niente, voi siete una ingenuona. Essa è, probabilmente, un mostro di perfidia – diceva lui con dolcezza. – Perchè mi dite questo, Caracciolo? Non sapete che anche lo scherzo mi dispiace? – Se vi dispiace, non parlo più. Ma conservo la mia opinione: un giorno, mi direte che ho ragione. – Zitto, Caracciolo, voi mi rattristate. – Quanto è meglio non farsi delle illusioni, per non perderle, signora! – Quanto è meglio perdere delle illusioni, anzichè non averle avute mai! – Che cuore profondo, avete! Come mi ci annegherei volentieri! Lasciatemi naufragare nel vostro cuore, Anna...! – Non mi chiamate così,

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