– Io, forse, sono pazza – disse fra sè Anna, udendo i colpi folli che le dava il sangue al cervello. E nel dubbio della follia, credendo, volendo credere a una allucinazione della sua vista, inferma di pazze visioni, invocando la fine di quell’incubo mortale, ella desiderò che almeno una parola uscisse dalle bocche di Cesare e Laura, perchè fosse distratto il malefico incanto di quello spettacolo. Quelle due persone si guardavano, si muovevano, agivano, ma come in una fantasmagoria: non un suono usciva dalle loro labbra: forse erano degli spettri che si amavano e si baciavano, per farla morire. Poichè ella era colpita dalla grande stupefazione, poichè non poteva nè parlare, nè muoversi, per rompere il maleficio, poichè ella sentiva dilaniarsi le fibre, ad una ad una, poichè intendeva che,

