III.-3

2004 Parole

– Voi siete buoni – mormorava più volte. Poi, questa frase istessa, il suono della propria voce, la commovevano talmente, che le veniva da piangere: e impallidiva, sempre più, con l’ombra nera sotto gli occhi che s’ingrandiva. – Così buoni... così buoni – ripeteva, con voce fievolissima. Adesso il suo solo desiderio era un’obbedienza assoluta a quanto le avrebbe imposto il suo tutore, a quanto le avrebbe consigliato sua sorella. Mani e piedi legati, ella si dava ai due esseri che aveva così crudelmente obliati, nei giorni della sua follia: e convalescente di un eccesso di vitalità, sfinita dopo la grande febbre, era per lei una dolcezza non voler più nulla, non saper più nulla, credendo solo nella saggezza e nella bontà altrui. Le pareva, lentissimamente, di rinascere a una nuova esisten

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