Capitolo 115

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Capitolo 115 La carta di Luigi Vampa Ad ogni sonno, che non sia quello temuto da Danglars, vi è il suo risveglio. Danglars si svegliò. Per un parigino abituato al cortinaggio di seta, alle pareti coperte di velluto, al profumo che esala il legno imbianchito sul caminetto e che scende dalle volte di seta, lo svegliarsi in una grotta di pietra scabrosa, deve essere come un brutto sogno. Toccando i lenzuoli di pelle di capra, Danglars dovette credere di sognare i curdi. Ma in simile circostanza bastò un secondo per cambiare il dubbio in certezza. «Sì, sì» mormorò, «sono nelle mani dei banditi di cui mi parlò Albert Morcerf.» Il suo primo moto fu di respirare, per assicurarsi che non era stato ferito, era un espediente che aveva imparato dal Don Chisciotte, il solo libro, non che aves

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