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37Dell’allegria rimane solo un vago ricordo: la faccia di Bepi Magón è diventata una maschera di sangue. Ne sgorga dal sopracciglio destro, dal naso, dal labbro inferiore. Il corpo del Re è cosparso di piccoli e grandi ematomi. «Coglione», sentenzia Dante Alighieri, sprezzante. Non ha rotto costole; si è limitato a incrinarne un paio, giusto per gradire. Non ha frantumato falangi; soltanto il mignolo sinistro, ché serve a poco o a niente. Gli organi vitali sono intatti. Dall’alto del suo metro e sessantanove, a braccia conserte, Il Sommo Poeta fissa impietoso il verme sanguinante che striscia per terra. Cosa vuoi farmi?, domanda Bepi Magón alla moglie. Uccidermi? «Ah ah ah!», ride Dante, malefico. Ride forte, come i personaggi perfidi dei cartoni animati: «Ah Ah Ah!!». Qualche seco

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