XXIII “Abbiamo un testimone oculare, Sergio”, Marco Quadrini entrò in ufficio senza nemmeno salutare e sventolando un foglio con su scritte alcune annotazioni. Il commissario interruppe con sollievo la lettura dei giornali. Da quando era filtrata la notizia del ritrovamento delle sineddoche aveva avuto inizio l’assedio dei network locali e nazionali alla Questura di Torino per provare a capire quanto di vero ci fosse in quelle indiscrezioni. Era di certo un caso interessante, uno di quelli che, potenzialmente, avrebbe potuto occupare per pomeriggi interi la programmazione della Vita in diretta o il salotto pseudo-giornalistico di Barbara D’Urso. A chi appartenevano quei capelli? Di chi era quel polpastrello? Si trattava di rapimenti o di omicidi? Ci sarebbero stati altri indizi sott

