II

518 Parole
II Mario Bernardini uscì dall’ascensore e si ritrovò di fronte alla porta del proprio appartamento. Stava rientrando nel suo guscio dopo la parentesi che si era aperta e chiusa nello spazio di pochi mesi. Al termine dell’avventura in cui aveva aiutato il commissario Crema a mettere in cella l’assassino dei DVD aveva incontrato, dopo tanti anni e grazie all’intervento del poliziotto in versione Carràmba! Che sorpresa, Claudia Malfatti, un suo amore giovanile brutalmente interrotto. Da un giorno all’altro, si era trasferito a Neive, in provincia di Cuneo, e aveva provato a recuperare il tempo perduto, a riprendersi tutte le emozioni che il destino gli aveva sottratto. Aveva abbandonato il suo lavoro di critico cinematografico, ignorato i messaggi irati del proprio editore che gli chiedeva notizie sulla sua prossima guida filmica, relativa al 2014, e si era dedicato anima e, soprattutto, corpo a quell’amore interrotto. Com’era prevedibile i primi tempi erano stati meravigliosi. Lui e Claudia avevano migliaia di cose da raccontarsi, quasi cinquant’anni di ricordi da condividere, erano come due binari rimasti in parallelo per tutto quel tempo e che, a un certo punto del loro percorso, si erano nuovamente incrociati. E poi c’era quella passione fisica, mai sopita, malgrado il trascorrere del tempo... Sesso, parole, e sguardi, in tre parole la sintesi di quello che era stato il loro rapporto durante quei mesi. Poi però la passione si era spenta... Le parole si erano esaurite... Gli sguardi si erano attenuati... Mario Bernardini, dopo oltre un anno di distacco dal suo lavoro, iniziò a trovare insopportabile la vita da campagnolo e sentì il bisogno di ritornare a Torino, di fuggire da quella che per lui stava diventando una prigione, dopo essere stato un paradiso. Claudia lo capì senza bisogno di sentirselo dire. Mario salì, al piano di sopra, in camera da letto e si mise a osservare il proprio armadio, indeciso non tanto sul da farsi ma sul modo in cui farlo. La sua compagna lo raggiunse qualche secondo dopo e anticipò le sue parole. “Se vuoi andare, vai Mario. Non ti preoccupare”. Mario si voltò e si specchiò per l’ennesima volta in quegli occhi unici. Percepì nuovamente quella sensazione di vuoto, con cui si era confrontato negli ultimi giorni, che gli fece comprendere che tutto era finito. “Mi spiace, Claudia...”. “Non importa, è la vita. L’altra volta sono stata io ad andarmene, d’altronde”. “Ho bisogno di tornare nel mio mondo, capisci?”. “Capisco e sapevo che sarebbe accaduto. È stato comunque bellissimo”. “Ci terremo in contatto”. Il critico tirò fuori quella frase per sottrarsi da quella situazione d’imbarazzo, ma sapeva che non sarebbe accaduto. Ogni cosa ha il suo tempo e il tempo destinato a loro due era terminato. Anche Claudia lo sapeva e non provò nemmeno ad avvallare quell’ipotesi. Si avvicinò all’uomo che si stava per trasformare nuovamente in ricordo e lo baciò dolcemente sulla guancia. Poi ritornò sotto, in tinello, con la morte nel cuore. Lui, nonostante la pioggia incessante, decise di partire immediatamente. Mario Bernardini ripensò a quel bacio prima di aprire la porta che si trovava di fronte per ritornare nel suo mondo fatto di DVD, riviste e recensioni da rivedere. Era certo che, malgrado fosse uscito dal giro negli ultimi mesi, qualche pessimo film da stroncare ci sarebbe stato.
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