Ritorno ascuola
Derek continuava a guardare i suoi artigli sporchi di sangue e carne, il corpo senza vita di un giovane ragazzo era ai suoi piedi, lo squarcio nel petto continuava a sanguinare mentre gli organi al suo interno compievano un ultimo spasmo, per poi smettere di fare il loro lavoro per sempre.
S'inginocchiò davanti al corpo esanime del ragazzo, gli accarezzò la guancia; era già freddo, intorno a loro c'era nebbia, non riusciva a vedere l'ambiente che li circondava.
Provò ad abbracciare il corpo esanime del ragazzo, le sue mani tremavano e i suoi occhi cominciarono ad appannarsi a causa delle lacrime.
Sentiva il suo cuore lacerarsi dal dolore, gli girava la testa e sentiva di dover vomitare da un momento all'altro, non voleva credere a quello che aveva fatto.
Aveva ucciso Stiles.
Com'era successo?
Qualche mese prima...
Le vacanze estive erano terminate, i ragazzi ritornavano a scuola con una nuova energia e una nuova carica per affrontare l'ultimo anno di liceo.
Per qualcuno era l'inizio dell'avventura nella giungla del liceo, per qualcuno era l'inizio della fine, per qualcun altro era ancora a metà del cammino.
Due amici stavano attraversando il corridoio dopo aver trascorso tutta l'estate ad andare a caccia di cattivi o a recuperare materie scolastiche lasciate indietro a causa di pessimi voti.
- Stiles, sono sicuro che per te prendere degli ottimi voti non sarà un problema, hai tutti A! - Scott osservava le materie che avrebbero dovuto affrontare nell'ultimo anno di liceo; per lui c'erano troppi calcoli ed elementi chimici nel suo orario.
- Ti ho detto che ti aiuterò, di cosa ti lamenti ancora? Siamo riusciti ad arrivare al penultimo anno nonostante creature mitologiche assassine abbiano invaso Beacon Hills negli ultimi anni. Dovresti essere felice di questo e sorridere all'inizio del nostro primo giorno di scuola. - Stiles chiuse il suo armadietto e mise un braccio sulla spalla del suo migliore amico. - Ora andiamo in classe e iniziamo questa nuova e stupenda avventura.
- Tu odi il liceo, sei troppo felice oggi, qual è la fregatura? Tuo padre ti ha dato accesso all'attrezzatura da hacker della polizia? Ti ha comprato una macchina nuova? Sputa il rospo amico! -
- Sei davvero un pessimo amico! - Si fermarono davanti all'aula.
- Parla. -
- E va bene! Ho deciso di provarci con Lydia! Durante le vacanze estive ci siamo avvicinati molto e credo che dopo Jackson, dopo Aidan, forse è giunto il mio momento.
Scott rimase un momento in silenzio, come se stesse valutando l'idea del suo migliore amico. È vero che Stiles va dietro alla rossa dalle elementari e negli ultimi anni si sono avvicinati parecchio per via di alcune circostanze, la quasi morte di entrambi può cambiare il modo di vedere qualcuno.
Dopo un breve silenzio Scott alza lo sguardo e fissa l'amico negli occhi, - sei sicuro? – riceve un cenno con la testa da parte di lui, - sono con te amico! È la volta buona! –
Ridendo entrarono in classe e presero posto, presto vennero raggiunti dal Lydia e Isaac che preso posto vicino a loro, il gruppo cominciò la lezione fra risate e buon'umore.
A fine lezione si diressero alla prossima, questa volta però a proseguire insieme furono Lydia e Stiles, mentre gli altri si diressero in palestra.
Fra i due durante l'estate si era davvero rafforzato il legame, avevano trascorso insieme la maggior parte delle vacanze, anche se era per lo più per lo studio e per aiutare il branco con qualche creatura assassina, ma il castano era fiducioso.
Quell'anno Lydia Martina, la rossa fragola del liceo di Beacon Hills, sarebbe diventata la sua ragazza e avrebbero vissuto felici e contenti, per sempre.
Mentre Stiles fantasticava sulla sua futura vita con lei, non si accorse che si stava per scontrare con una professoressa.
- Ma porc...oddio! Professoressa, sta bene? Oddio, mi dispiace tantissimo, si è fatta male? – Il ragazzo raccolse da terra i fogli dell'insegnate e l'aiutò a rimettersi in piedi. – Sono dispiaciuto. –
- Non preoccuparti, va tutto bene, ero distratta anche io. – La donna si sistemò gli occhiali e prese in mano i fogli che gli stava porgendo il ragazzo. – Ora andate in classe o farete tardi. – La donna sorrise ai due alunni e si allontanò.
I due ragazzi raggiunsero in tempo la lezione di storia antica. – Quella professoressa era nuova? – Chiese Stiles alla compagna seduta accanto.
- So cosa stai pensando, non devono per forza essere tutte psicopatiche assassine in cerca di vendetta, comunque si, quest'anno ci sono 3 professoresse nuove. –
- Tre? –
- Si. Tre e una di loro è appena entrata, perciò ora stai zitto. – Lydia chiuse definitivamente il discorso.
L'insegnate si presentò alla classe e iniziò subito la lezione sugli antichi greci.
La giornata proseguì abbastanza serena, il gruppo si riunì in sala mensa e lì si raccontarono le lezioni che aveva seguito, i professori che avevano conosciuti e i nuovi compagni.
Stiles non perse tempo nell'esporre la sua teoria sulle tre professoresse nuove, teoria che venne bocciata da tutti, l'anno scolastico era appena iniziato, era il primo giorno e nessuno voleva sentire teorie su possibili assassini.
Isaac fu il primo a tappare la bocca del castano infilandogli qualche patatina, a seguire si aggiunsero tutti gli altri, Stiles stava per replicare ma il suo telefonino cominciò a squillare, era un numero anonimo, rispose chiedendo chi ci fosse dall'altro lato del telefono, ma non ebbe nessuna risposta e sentì la chiamata chiudersi.
Rimise seccato il telefono in tasca, non era la prima volta che riceveva questa telefonata, ormai era diventata parte della sua quotidianità.
- Ancora quel numero sconosciuto? – Chiese Scott incuriosito.
- Si, è da quest'estate che chiama tutti i giorni. - Fece spallucce il castano.
- Non puoi rintracciarlo? Sei pur sempre il figlio dello sceriffo. – Chiese Isaac
- Rimane pochi secondi, è impossibile rintracciare la chiamata, guardate troppi film, non è così che funziona, alla fine non dice nulla sta in silenzio e poi riattacca, ormai inizio ad affezionarmi a questa telefonata senza senso. –
Gli amici iniziarono a prenderlo in giro per questa telefonata anonima e presto l'ambiente intorno a loro tornò ad essere allegro e pieno di calore.
Ma non per tutti la giornata può iniziare fra calorose e chiassose risate, Derek Hale si era svegliato sudando e con il terrore nel sangue, il sogno che lo perseguitava ogni notte non gli aveva dato tregua nemmeno quella notte. Come ormai ogni mattina, controllava che le sue mani non fossero sporche di sangue.
Si alzò per raggiungere il bagno e lavarsi il viso con dell'acqua fredda, per quanto non volesse ammetterlo, gli incubi erano iniziati non appena aveva messo piede fuori da Beacon Hills, da quando era andato via di lì e si era trasferito con sua sorella cora a New York, dalla prima sera aveva iniziato ad avere incubi e tutti finivano allo stesso modo, con lui che uccideva Stiles.
Se da una parte il suo istinto gli dice che deve tornare lì, dall'altra sa che tornando l'incubo può diventare realtà.
Non aveva parlato degli incubi con la sorella, lei gli avrebbe impedito sicuramente di cercare la causa di questa tortura notturna e probabilmente avrebbe fatto bene, era certo che si sarebbe cacciato in qualcosa più grande di lui.
Sentiva ancora l'odore del sangue del ragazzo, quale sogno era capace di farti sentire un odore così forte? I primi giorni era corso a controllare che Stiles fosse ancora vivo, aveva chiamato anonimamente il suo numero e non appena il ragazzo aveva risposto, tirò un sospiro di sollievo e riagganciò il telefono. Era vivo.
Quel giorno non avrebbe fatto diversamente ma prima necessitava di una doccia per cercare di mandare via quell'odore metallico del sangue, più volte si era chiesto se il sangue di Stiles avesse davvero quell'odore.
Dopo essersi ripreso con la doccia fredda, si diresse alla scrivania vicina l'enorme finestra che affacciava su un lato di Central park, quella breve telefonata ormai era entrata a far parte della sua routine, le urla del giovane ragazzo gli mettevano il buon umore.
Era divertente sentirlo urlare mentre lo insultava, per lui era solo un numero anonimo che ogni giorno lo chiamava e non aveva torto a trovarlo inquietante, ma per Derek era la certezza che non lo aveva davvero ucciso quella notte.
Il suo cuore si calmava sempre ogni volta che ascoltava la sua voce.