bc

Favole Dimenticate

book_age4+
56
SEGUI
1K
LEGGI
principe
mistero
demone
medievale
mitologia
reale
supernatura terra
un altro mondo
soprannaturale
spiritual
like
intro-logo
Trafiletto

Le Favole Dimenticate narrano le vicende di un universo fantastico, dove una fitta serie di eventi s'intrecciano nello spazio e nel tempo.

Cavalieri, leggende, mitologia, oscurantismo, battaglie, politica e intrighi, permeano questo universo immaginario.

Favole Dimenticate presenta i personaggi e le vicende, della famiglia reale Petracer e di molti di coloro che vi orbitano attorno, creando un fitto intreccio di passioni, intrighi ed avventure.

La principessa Irulan, il principe Alexander e la principessa rappresentano la famiglia reale del reame Di Asgared; il grande e potente regno retto dal loro saggio padre, il re Utgar.

I tre figli e il loro padre intrecciano le loro vicende, le loro paure e i loro desideri in un complicato intreccio di eventi di corte.

Intrighi e passioni, avventure e mistero, eventi soprannaturali e mito vi trascineranno in un mondo magico con un ambientazione medioevale.

Un universo alternativo dove le regole del gioco saranno per il lettore tutte da scoprire.

chap-preview
Anteprima gratuita
Favole della buona notte
> dichiarò Sania con un ghigno sarcastico. Anzor annui in senso di approvazione, poi Sania continuò. > Anzor, che fin dall'inizio del briefing, era rimasto assente e pensieroso si scosse e parlò. > > dichiarò Sania che fu subito interrotta da Anzor, prima che potesse esporre la sua idea. > concluse il mercenario con aria perplessa. > riprese l'uomo rivolgendosi ora a Schizzo, che intanto mangiava velocemente qualcosa di vagamente assomigliante a gelato da una vaschetta. > Schizzo sia alzò di scatto e rispose con un veloce saluto militare. > Anzor non badò molto al collega che dava spettacolo davanti a lui, e si alzò allontanandosi dai due con un rapido cenno di saluto. Alcune porte automatiche si aprirono davanti a lui e così raggiunse la sezione alloggi. Il mercenario si trovava nella sua cabina. Accese il suo memorizzatore olografico e lo collegò al computer centrale della nave. L'ologramma della nave octopode gli apparve ancora sotto gli occhi. Mentre le immagini venivano proiettate in sequenza, Anzor evidenziava sezioni e segnava appunti sia tramite comando manuale che vocale. Mentre lavorava sui dati per delineare la strategia di missione rifletteva su Nbisi e sulla sua smania di portare a termine quest'ultima commissione. > Anzor si scosse dai pensieri nel quale era piombato e ritornò a lavoro. Poco distante, nella sala armeria Sania lavorava ad un fucile laser ad alta ripetizione di colpi e chiacchierava con Tony riguardo alla missione. > concluse Sania mentre sbuffava tutta impegnata sulle armi. Schizzo mentre controllava i circuiti del robot d'esplorazione, una sfera munita di sensori e piccoli ugelli per spostarsi a gravità zero, si voltò e rispose prontamente. > Concluse Tony mentre si passava il robot d'esplorazione tra le mani come fosse una palla da basket. Sania aveva appena finito di controllare il fucile laser e stava mirando in giro per la stanza per verificare l'efficienza del puntatore per l'acquisizione dei bersagli, quando ad un certo punto, mirò la testa di Schizzo. L'uomo era tornato al lavoro sui robot e non si era accorto dello stupido scherzo della collega. Quando realizzò, si scosse di soprassalto e gridò impaurito. > Sania tolse l'arma dalla testa dell'amico mentre rideva di gusto. Poi accarezzando il fucile disse. > Schizzo osservò Sania tutta sudata, mentre accarezzava il fucile, ed era solo vestita con addosso la canottiera bianca piuttosto attillata, che metteva in vista i seni generosi. Il mercenario pasteggiò la bocca e si sistemò il colletto della sua giacca militare. Sania, da parte sua, non l'aveva notato ed appoggiò l'arma sul supporto metallico. > Interruppe Schizzo con voce fievole e schiarendosi la voce con colpi di tosse. > Lei alzò lo sguardo squadrando i compare in cagnesco, ma questo non scoraggiò Tony, il quale insistette. > > Nella sala comando Nbisi e gli altri membri dell'equipaggio, Howard, Wynalda e Smizak, controllavano l'integrità strutturale della nave e i sistemi. Nbisi sedeva al posto di comando mentre gli altri controllavano i dati di alcuni pannelli. > dichiarò il pilota Bruce Wynalda. > domandò Nbisi al tecnico dei sistemi. > rispose quest'ultimo,attivando manualmente alcuni comandi sul suo panello. L'ologramma della nave aliena si materializzò davanti a loro. Era ancora alla deriva nello spazio e con una falla di una certa grandezza sull'immenso scafo, dalla quale fuoriusciva una gran quantità di liquido. > domandò Bruce voltandosi verso gli altri. > rispose Smizak, con tono presuntuoso da un angolo della sala comandi. Fino a quel momento se n'era stato completamente in disparte non dicendo una sola parola. Lo scienziato prosegui. > Nbisi il quale era un uomo pratico e che non amava le divagazioni teoriche, soprattutto quando queste non servivano a niente, lo interruppe bruscamente. > Lo scienziato lo guardò con aria stupita e offesa allo stesso tempo, e senza dire una parola si girò e spari dietro la porta automatica che si richiuse dietro di lui. Bruce Wynalda con un sorriso alla bocca commento sarcastico. > Tutti i presenti scoppiarono in una fragorosa risata. Nbisi commentò. > Nel frattempo lo scienziato camminava nervosamente attraverso i vari ponti della nave, per raggiungere l'infermeria. Era carico d'ira per quello che Nbisi gli aveva detto poco prima, e parlava a se stesso ad alta voce. > L'uomo aveva quasi raggiunto l'infermeria, e si fermò davanti alla porta. > Il professore si avvicinò alla porta che si aprì. Dentro la stanza trovò il medico robotico Fred tutto indaffarato nel preparare, tramite le sue quattro braccia robotiche, i contenitori e le apparecchiature per gli esperimenti. Quando scorse l'uomo dietro alla porta, il droide si girò, con in mano uno dei contenitori e accolse lo scienziato. > Il professore lo guardò senza proferire risposta. Poi mise un piede dentro la stanza ed entrò e la porta si chiuse automaticamente dietro di lui. Anzor lavorava nel suo alloggio, al piano di attacco, già da diverse ore. La tattica era praticamente completata. Mancava solo l'approvazione di Nbisi affinché fosse attuabile. Decise di sospendere l'attività e di andare in Armeria ad aiutare Sania e Tony. Quando raggiunse i compagni, li trovò a lavorare su una tuta d'assalto spaziale pesante. La tuta era enorme, munita di contenitore con riserva di ossigeno sul retro e costruita in materiali isolanti. Dov'era collocata la testa si trovava un ampia cupola che consentiva una buona visuale in tutte le direzioni. Quando arrivò interruppe il lavoro dei due parlando. > I due, voltandosi di soprassalto, videro Anzor in piedi di fronte a loro. Si misero subito dritti sull'attenti accennando un saluto militare. Il mercenario sorrise e interruppe la loro azione. > Sania e Tony si rilassarono con un sorriso e tornarono in posizione di riposo. > dichiarò Schizzo. > concluse lo stesso. > commentò Anzor. > intervenne Sania. > > concluse Anzor. Schizzo che non nascondeva il suo nervosismo per via della pericolosità della missione, era adirato nei confronti del professor Smizak. L'idea di Anzor di inondare la nave aliena con il gas-acido gli era piaciuta molto e il rifiuto da parte dello scienziato proprio non gli andava giù. Decise di parlare contro di lui. > In quel momento la porta automatica si aprì e comparve Nbisi, che si recava in armeria per controllare come procedesse la preparazione. Tony e Sania si drizzarono sull'attenti e lo salutarono. Anzor si limitò ad una mossa con la mano per niente assomigliante a un saluto militare. > domandò Nbisi. Sanità rispose dimostrando grande reverenza. > Tony aggiunse. > > disse Nbisi > > > domandò ancora il capitano. > rispose Anzor cercando di mostrare l'equipaggiamento con un gesto della mano. > Nbisi lo guardò perplesso e annui, poi rispose con tono calmo. > > rispose Anzor visibilmente poco convinto dell'affermazione dell'amico. > intervenne Schizzo. > Dopo quell'ultimo ordine Nbisi si voltò e uscì velocemente dall'armeria. Mentre la porta automatica si chiudeva dietro di lui, Anzor continuò a guardare pensieroso nella direzione dell'amico, poi torno a controllare la tuta pesante.

editor-pick
Dreame-Scelta dell’editore

bc

L'Alfa senza cuore

read
27.6K
bc

Il Mio Compagno a Sorpresa

read
5.4K
bc

L'Alfa rifiutato

read
21.3K
bc

La Luna Perfetta

read
6.9K
bc

L'identità nascosta di Luna

read
22.4K
bc

La loro Compagna Maltrattata e Spezzata

read
15.0K
bc

La compagna ribelle

read
5.8K

Scansiona per scaricare l'app

download_iosApp Store
google icon
Google Play
Facebook