Undici

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Undici Dopo la strage, Khan seppellì i corpi dei suoi uomini, tutti e ventisette. Pregò il proprio dio, poi disse qualcosa ai due superstiti, li abbracciò e li lasciò andare via. “Dove vanno?” chiese il capitano Eros D. “A casa. A portare la notizia della nostra morte”. “E noi?”. “Noi seguiamo l’esercito degli Occidentali. Se la Fortezza esiste, loro vi ci porteranno. E io la maledirò”. Per sette giorni e sette notti Khan marciò imperterrito, seguito dal suo giovane amico. Seguivano l’esercito degli Occidentali a distanza, ne individuavano le voci, i clamori, i fumi. E per sette giorni e sette notti i due provarono la tracotanza di poter affrontare quell’armata e conquistarne la Fortezza. Poi, forse fu lo stesso che dannò Adamo ed Eva, un serpente morse un’arteria all’uomo orso, dura

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