StrunzCari vertebrati, amo le parole. Mi incantano quando richiamano ciò che dovrebbero rappresentare. Pensate a “cammaceddi”; è un termine pugliese. Indica i mucchietti di polvere che si accumulano sotto i divani e gli armadi. Non sembra la traduzione esatta di ciò che immaginiamo? O “coccoveggiare”: significa spettegolare. Ho visto tantissime donne, e altrettanti uomini, mettersi lì a tessere la ragnatela della maldicenza. Come in un pollaio. Facciamo luce su Amadeus di Milos Forman: il regista immagina che la geniale aria mozartiana della Regina della notte, Der holle rache, tratta da Il flauto magico, sia semplicemente un’eco dell’impeto coccoveggiante della suocera (anche se il coccoveggiato è, nel caso specifico, e in via del tutto eccezionale, presente). Le parole, le più belle

