Tra lo sprofondo e il cielo

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Tra lo sprofondo e il cieloCari vertebrati, alcune città stordiscono. Così fa Napoli: chiassosa e malinconica. Avevo circa quattordici anni l’ultima volta in cui sono stato ai piedi del Vesuvio e l’unica cosa che ricordo è la sagoma di Maradona campeggiante ovunque. Adesso ci sono tornato con Nadja. E ho abitato in una casa a pochi metri da dove è morto Leopardi. Vita e morte; e poi bellezza e ancora bellezza. Questa è Napoli. Mia moglie ha una passione inquietante per teschi e cadaveri e, quindi, una delle nostre prime tappe è stata il cimitero delle Fontanelle. Circa 40.000 scheletri, resti di miserevoli epidemie plurisecolari che, senza alcun pudore, si mostrano in un’enorme cava di tufo. Tra ossa, biglietti della metropolitana, sigarette, soldi, un insieme di preghiere affinché le

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