Sono un docente italiano; e sono ricco.Cari vertebrati, chi, tra noi insegnanti, non ha mai sentito alcuni colleghi lamentarsi di quanto sia poco remunerata la nostra professione? «La scuola», sostengono, «è un caposaldo imprescindibile della società e noi abbiamo stipendi da fame!». Il che non fa una piega, ci mancherebbe. Ma io sono miliardario. Guadagno più dei famosi: più di Carlo Conti, più di Bonolis, più di Mattarella, più di Gentiloni. Ho le tasche piene, talvolta faccio fatica a camminare: le mie monete pesano e tintinnano, e la gente si volta a guardarmi con invidia. Le persone che mi circondano intuiscono quanto sia agiato. Ho qualcosa che in pochissimi hanno. E nessuna Carta del Docente potrà aggiungere qualcosa a quanto già posseggo: ho il tempo. L’unica valuta che non cono

