La distanza di un viaggioCari vertebrati, quale sia la distanza di un viaggio non è così facile da dirsi. Il viaggio è roba di tratte planetarie, o di pochi isolati. Basta osservare una formica passare da una mattonella all’altra per comprendere che quella è un’avventura degna di Ibn Battuta. O osservare i primi passi di un bimbo. Saltella, incespica, si rialza, piange un po’, e poi continua ad andare. Il mondo va afferrato, il mondo ti permette di aggrapparti a qualcosa. Nel tempo, più si cresce, più si pensa che il viaggio, per essere tale, debba essere associato a un luogo lontano. In realtà si rimane sempre con la necessità dello stupore. Si ha un bisogno costante di meraviglia: a tutte le età. Allora le palme di un paese tropicale danno il senso dell’ignoto, e dell’esotico. Però,

