“Tieni, leggi. Ho scritto tutto.” Gli porsi il cellulare, lui lo sbloccò e lesse il mio resoconto. Avevo già una teoria: qualcuno l’aveva aggredita, ma i segni su polsi e caviglie parlavano di sequestro di persona. Leslie, secondo i miei calcoli, mancava da casa da oltre due mesi ed era possibile che avesse trascorso quel tempo alla mercé di qualcuno. Immobile, a farsi picchiare senza poter opporre resistenza, chissà per quale assurdo motivo. Zeke mi cinse le spalle col braccio, tentando di essermi di sostegno. Quando mi rilassai su di lui, tirò un breve sospiro di sollievo. Forse, mentre mi raggiungeva in ospedale, aveva temuto che fosse capitato qualcosa di orribile anche a me. “Sei stata brava. Davvero competente. Dopo confronteremo le tue annotazioni con quelle dei medici e vedremo

