CAPITOLO VENTI

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CAPITOLO VENTI Araxa sedeva pazientemente nell’oscurità, le ginocchia tirate al petto, le unghie che grattavano distrattamente l’irritazione che ormai si era diffusa all’interno coscia e sul retro del collo. Balthus gli aveva ordinato di non andare vicino alla cella. I de­moni avrebbero avvertito la sua presenza se lo avesse fatto. Ad Araxa non importava. Era contento semplicemente che gli fos­se stato permesso di portare avanti il suo piano originario. Hur­dad e Kalbod lo avrebbero aiutato. Nessun altro ne sapeva niente perché nessun altro era fidato. Al suo fianco c’erano una dozzina di grosse giare di argilla sigillate da cera. Hurdad le aveva rubate da uno dei magazzini dei magi. Il liquido all’interno delle urne era simile alla sostan­za del lago che circondava il Barbican, soltanto

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