CAPITOLO NOVE Araxa e l’Alto Magus di Karnopolis si fissavano in un silenzio di pietra. Il loro rapporto non era mai stato particolarmente caloroso, ma nelle ultime due settimane ogni pretesa di civiltà aveva ceduto a un aperto disgusto. Araxa non provava neanche un’oncia di empatia per quell’uomo. Se i sacerdoti erano stati corrotti dai daeva, dovevano incolpare solo loro stessi. Nel loro incarico si erano avvicinati troppo ai demoni e la corruzione dei Druj aveva contaminato le loro anime. Era stato inevitabile. Ora i Numeratori avrebbero ripulito quel casino e, quando le acque si sarebbero calmate, il potere dei magi sarebbe stato indebolito per sempre, se non proprio distrutto. Tutto ciò che Araxa desiderava era organizzare gli ultimi dettagli per il trasferimento di Zarathustra ne

