20 Ventiquattr’ore. Questo il tempo che ha impiegato il mio tracollo pubblico a comparire sul giornale. Sapevo che sarebbe successo, ma rivivere il momento in cui il mio cuore in frantumi ha subìto il decisivo colpo auto-inferto, sì, ha avuto un impatto su di me. Così come lo scandaloso, ma sfortunatamente preciso, titolo dell’articolo, La spregevole perversione dell’architetto sporcaccione, che ha attirato l’attenzione sul pezzo dedicato ai misteriosi lividi sul collo di Lucia e al diverbio rabbioso nel corridoio d’ospedale tra me e Gino, nonché alla mia seguente attesa sul pavimento fuori dalla camera di lei e alla struggente scena di noi due culminata con il mio andare via. Ci sono state illazioni, fonti “anonime”, e la descrizione dell’incidente nel cantiere del museo, che potrebbe av

