25 Quando uscì dalla carlinga dell’aereo, l’umido abbraccio dei trentotto gradi di Salvador cancellò l’ultimo ricordo dell’inverno europeo. Nella sacca che si era portato in cabina aveva riposto il maglione di lana ed il bomber, rimanendo con la t-shirt ed i jeans. Inspirò l’aria calda e pensò di non aver mai respirato qualcosa di migliore. Non era importante se sapeva di carburante d’aviazione o di olio bruciato, l’unico profumo che percepiva era quello della libertà. Era ritornato in Italia per pagare il conto con la giustizia, preparato ad ammettere le proprie responsabilità ed accettare la pena che gli sarebbe stata inflitta. Aveva pensato di non presentarsi in commissariato, ma di consegnarsi al dirigente dell’ufficio. L’unica volta che si era imbattuto in lui risaliva all’arresto pe

