24 Il vino era stato generoso, ma non era riuscito a regalargli l’oblio di cui sentiva il bisogno. Dopo aver lasciato il ristorante, aveva passeggiato sul lungomare sino a intersecare via Tacito; poi era tornato indietro, lentamente. Raggiunta la rotonda del Biscione, aveva pisciato sulla ruota di un camion lì parcheggiato e si era seduto su una delle panchine in cemento. Per mezz’ora aveva guardato la facciata del palazzo dove abitava, studiandone i tratti spigolosi. Non poteva definirsi una struttura affascinante, ma la posizione che occupava la rendeva bella a prescindere. Il cemento armato si spingeva sino alla spiaggia, dalla quale era separato dalla lingua dell’asfalto stradale. I balconi moderni erano stati aggrediti dalla salsedine ed in più punti mostravano i segni della corrosi

