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2687 Parole

- Non so, e poi? Ippolit ascoltava appena Evgenij Pavlovic e, se gli rispondeva ebbene, e poi, pareva che lo facesse più che altro per una vecchia abitudine presa in conversazione, e non perché fosse attento e curioso. - Poi nient’altro... questo è tutto. - Del resto, io non ce l’ho con voi, - concluse a un tratto Ippolit nel modo più inaspettato e, forse senza averne piena coscienza, gli tese la mano, sorridendo perfino. Evgenij Pavlovic sulle prime ne fu meravigliato, ma, conservando l’aspetto più serio, sfiorò la mano tesagli, come accettando il perdono. - Non posso non aggiungere, - disse con lo stesso tono di ambigua deferenza, - la mia gratitudine per l’attenzione con cui mi avete lasciato parlare, perché, come spesso ho notato, i nostri liberali non riescono mai a permettere ad

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