18 - Il porcile Mi risveglio e capisco due cose, pur ad occhi chiusi: sono vivo e sono disteso su un pezzo di legno. L’idea della vita fisica mi giunge attraverso la puzza schifosa che viene da me e mi ricollega a Nella e all’ultimo gesto di cui ho coscienza, quello di liberare gli sfinteri. E se è vero che i cadaveri puzzano, è ancor più vero che alle salme non è consentito, per fortuna, sentire il loro stesso fetore. Dunque, la puzza di merda e di sterco che mi avvolge segnala, come sempre, la vita. E per quanto riguarda il giaciglio di legno, non ho bisogno di guardare o di toccare, dato che la mia schiena, abituata al pallet, non sbaglia. E però mi chiedo come mai non sono morto, nonostante il morso del rettile. O il serpente non era velenoso oppure lo era meno di me e perciò è tocca

