20 - Il palo della tortura “Era più divertente il totem, non credi?”. Rombo non risponde e continua a girare intorno a me, legandomi al pilastro a cui mi ha appoggiato. “Adesso te ne stai qui, buono buono, mentre io controllo se hai detto la verità” mi fa, con voce da canaglia. Io aspiro con avidità l’odore di animali morti che impregna l’aria, dato che le mie narici hanno captato, al fondo del fetore di carogna, la nota dolciastra di vino fermentato, di vinaccia andata a male. Ne saranno rimaste due o tre molecole, qui dentro, dato che la distilleria sembra abbandonata da decenni, ma la mia canapia sa catturare il buono ovunque sia. E quel minimo contatto con il buon vinello mi basta a rallegrarmi. Sono di gusti semplici, io, facile da accontentare. Me la godo finché dura e per poco c

