21 - La botte piena “Ti dico che è vero” insisto. Ma il Cervello non sente ragioni, non mi crede. Continua a camminare su e giù, davanti a me, a braccia incrociate, mentre io prendo per le ascelle il cadavere di Rombo e lo isso cercando di spingerlo dentro un pentolone di rame alto più di un metro e largo altrettanto. “Ti dico che l’amaro esiste, Tom, e io conosco la ricetta. Lo bevo da quasi un secolo, o forse più, nemmeno mi ricordo”. “I piedi, Cardo. Fai stare i piedi sotto l’orlo del pentolone. Spingi, ci vuole tanto? Mica fa resistenza” risponde lui. Ignorando la mia confessione. Il suo tono è distaccato come quello di Bostik quando le puttane che lavorano per lui gli chiedono di poter battere più coperte, in pieno inverno, e lui si limita a non rispondere o a parlare d’altro. In

