III.Un pomeriggio buio di novembre Cécile, nella farmacia, sferruzzava una calza. Era seduta sulla sua seggiolina, accanto all’alto sgabello del padre, sul quale aveva messo una candela perché la luce del giorno era così fosca. La strada, fuori, era bagnata, e la nebbia scura, e la casa silenziosa. Il Conte era malato lassù nel Chateau, eppure ella non si sentiva triste, ma paga e felice. Faceva la calza e vigilava la bottega, canticchiando la vecchia canzone del Capitano Pondaven, quella delle tre navi che giungevano A Saint-Malo, beau port de mer, Charges d’avoin, charges de bléd. Non sarebbero più venute altre navi dalla Francia ormai, a stagione così avanzata, lo ammetteva anche suo padre, e il suo erbario era stato ricollocato sugli scaffali alti dell’armadio, dove era il suo posto

