Capitolo Trentotto “Sei uno schianto” diciamo entrambi all’unisono. Lui sogghigna. “Ivan mi ha informato che ti eri vestita elegante. Non era davvero necessario.” Posso quasi udire le parole non dette: “Ma sono felice che tu l’abbia fatto.” Dunque, è di questo che parlava quel messaggio? Suppongo di dover ringraziare l’autista per aver indotto Alex a tirarsi così! Improvvisamente, nel vasto atrio riecheggia un forte latrato, seguito dal ticchettio degli artigli del cucciolo sul parquet e, poi, dal suono di qualcosa che si schianta. La creatura a metà via tra un koala e un cane si precipita verso di me, scodinzolando così velocemente, che la coda si vede appena muoversi. Con un’imprecazione russa, Alex balza sul proprio animale domestico, ma Belzebù lo schiva e mi salta addosso, soll

