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1225 Parole
Ares attraversò la foresta oscura mano nella mano con la musa. Sembrava levitare tra le piante, ma lui inciampava di tanto in tanto. Quando ebbero fatto un buon tratto, la musa rallentò. - Sei sicura che tua madre non ti farà del male quando scoprirà che tu... mi hai liberato? La musa lo guardò e fece una smorfia alzando le spalle. - Sei sicuro che tuo padre non ti farà del male quando scoprirà che mi hai liberato? Ares la guardò dubbioso. Se rilasciarlo avrebbe causato problemi alla musa, non ne sarebbe valsa la pena. - Non potevano uccidermi sai? sono un dio. Potremmo tornare indietro e... far finta che non sia successo niente. - Sì, potrebbero. Inoltre, che mi piaccia o no, mi hai salvato, io farò lo stesso per te. Fine della discussione. - Chi sta litigando? Sto solo cercando di raggiungere un accordo. Daria aprì la bocca con finta sorpresa. Il dio della guerra in cerca di una soluzione pacifica? Ares sorrise. - Hai un impatto su di me, immagino... mi hanno quasi fatto venire voglia di ballare sotto la pioggia. Daria rise Il dio seguì la musa attraverso la fitta foresta, non poté smettere di guardarla così inciampò anche più di quanto avrebbe dovuto. - Quindi... sposerai l'elfo... - sbottò come se fosse qualcosa. Si voltò e si fermò, lui era a pochi centimetri da lei. - Te l'ha detto? Ares non ha risposto. Ha solo aspettato la risposta della musa. Si accigliò e guardò in basso. Si voltò e continuò a camminare. - Vedi... quando ero piccola... mia madre pensava che nessuno mi avrebbe mai amato. Il matrimonio non è molto popolare tra le fae, quasi nessuno si sposa, a meno che non sia un caso molto speciale. - È tuo? Si voltò per vederlo e sorrise. -Sono una musa, l'unica tra le fae, nel caso non l'avessi notato, non sono come loro, non ho ali, né brillo come loro... quando ho incontrato Eldrick siamo diventati amici al momento. Dato che non aveva le ali non poteva andare a giocare con le altre fate quindi Eldrick era di grande conforto, gli elfi non hanno le ali. Anche così, la sua velocità è incredibile e non potrebbe mai raggiungerla. Ma quando mi vedeva sconvolta si sedeva accanto a me per vedere i nostri riflessi nell'acqua. Ares la immagina, una piccola musa solitaria in riva a un fiume, che osserva le altre fate volare mentre lei deve restare a terra. Era grato che l'elfo fosse stato lì. - Quando mia madre ha visto quanto eravamo vicini, è stata contenta. Ebbene... suo padre è... il re degli elfi o qualcosa del genere e... la nostra unione aspirante benefattore, anche se non è consuetudine, non è per terre o potere ma... in modo che lo sanno tutti Non importa se sei una fata, un elfo, un fauno, uno gnomo, possiamo essere uniti, dobbiamo essere uniti. - Allora non lo ami. - Oh sì, lo amo, te l'ho spiegato... amore... - Sì, sì, capisco... voglio dire... non come... un... amante Abbassò di nuovo lo sguardo. - Sono onesto, è strano. È Eldrick... è il mio amico. La musa sospirò. - Ma questo accadrà più tardi quando Eldrick sarà nominato re e il protocollo prevede che spossessa lui... nel frattempo... io rimarrò libera come il vento - alza le braccia per sottolineare le sue parole. Ares sorrise, ma comunque, lungo o breve, sarebbe arrivato, sarebbe arrivato il momento e non voleva immaginarlo. La musa lo guardò pensierosa. - Cosa sta succedendo? - Niente. - Abbiamo già parlato molto di me... parlami di te, o grande dio della guerra. Ares sorrise. - Non c'è molto da dire. - Ovviamente. Hai migliaia di anni. Dev'esserci qualcosa lì. Com'è stata la tua infanzia? - Solitario, beh, ho avuto mia madre, ma... non a molti dei piace la guerra. La musa annuì. - Avevo mia sorella Eris... ora Enio, ma... dopo un litigio con mia madre, è stata ostracizzata. - Mi dispiace. - Oh lei riesce, non fa sembrare così male. Il mio rapporto con mio padre è... teso, come con tutti sull'Olimpo, sai... non molti si avvicinano a me. - Sì, beh... a volte fai un po' paura, ma una volta che ti fai conoscere, ti piaci persino. Il dio sorrise. - E la tua poesia è persino leggibile... - Basta con quello, hai giurato di non dirlo mai... - Ad altre persone... - Fermare. - E tu hai dei bambini. So di Deimos e Phobos, ma ho sentito che... Il dio serrò la mascella. - Sì, ho più figli... amm, alcuni di più. - O si? Tutti guerrieri? - Per lo più... oh alcuni... quello... beh... ma con Deimos e Phobos è abbastanza, sono terrificanti quando si tratta di combattere, nessuno vuole scherzare con loro, abile nel combattimento... Cosa ? - chiedo vedendo il sorriso della musa. - Sembri orgoglioso. Ares distolse lo sguardo, ma quello scintillio nei suoi occhi era ancora lì. - Deve essere carino, avere sempre qualcuno, qualcuno che prenda il meglio di te e il meglio di chi ami. La musa si sedette su una grande roccia per riposare e Ares la guardò appoggiato al tronco di un grande albero. - Presto saprai quando spoglierai l'elfo... avranno... prole. Ogni parola le bruciava la gola, la immagino con l'elfo, creando una creatura, e il suo sangue ribolle, la immagino con un bambino mezzelfo mezzo fata, una cosa orribile che vedrebbe bella e sentirebbe come il fumo nero cominciò a salire. emanano dal tuo essere. - I tuoi occhi sono di nuovo rossi. Scosse la testa per allontanare i pensieri. - Non lo so - continuò pensierosa la musa - Non so nemmeno se posso procreare. Sono il mix tra due razze, potrei non conoscere mai la gioia di mettere al mondo un essere. In fondo, il dio era felice e si sentiva in colpa per questo. - Il tuo vestito... cos'è? - Oh, è Fae, è fatto con i raggi del sole. - Sole? La musa annuì. Ares capì, ecco perché sembrava fluttuare e sembrava così leggero e luminoso. - Ci sono più classi, alcune sono fatte con i raggi di luna, altre con le ombre. Ares si avvicinò e toccò la stoffa del vestito, fu come toccare l'acqua che galleggia. - Non servirebbe a molto in una rissa. Rise, aprì la borsa e gli diede dei frutti, Ares non li aveva mai visti. - Li ho rubati a mia madre, sono speciali, contengono magia, ti aiuteranno a fortificarti, non mangi bene da giorni, risparmiane un po', nel caso ti facessero male in battaglia. Ares ne mangiò un po' e mise via il resto, sentì la sua energia tornare immediatamente. Vide la musa ridere vedendo la foresta. - Che cosa? - Ares guardò ma vide solo alberi e muschio. - Ci stanno seguendo da un po'. - Chi è? - Ares estrasse la spada, come era possibile che non si fosse accorto che lo stavano seguendo? - Abbassa la pistola, li spaventi. - Liberata la musa seria. Prese alcuni semi dalla borsa e offrì loro l'aspirapolvere. Ares ha visto alcuni esseri uscire dal nascondiglio. Un unicorno nero, un piccolo essere che sembrava un tronco d'albero, un altro che sembrava fatto di pietra... qualcosa che non riusciva a definire. - Quali sono? - Esseri della foresta.
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