6. Leggera come una piuma Durante quella settimana andai a trovarlo praticamente tutti i giorni, sempre nell’orario serale di visita. Lui non aveva altri ospiti, a parte i genitori, e io non aspettavo altro che di rivederlo. Così potevo assistere ai suoi progressi. Parlava con sempre più scioltezza, ed era persino riuscito a muovere gli arti superiori. La domenica successiva, essendo libera da scuola, andai in ospedale anche di mattina. Quando mi avvicinai al letto, fu lui a sollevare il braccio e a prendermi la mano. Non ci potevo credere! Lo guardai felicemente sorpresa. «Forse presto potrò tornare a casa» mi disse. «Ma è fantastico!» risposi. «Già» fece lui. «Saremo più vicini, e non ci saranno orari di visita.» Abbozzò una risata. Poi aggiunse: «E finalmente daremo il via al nostro

