7. A casa

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7. A casa Il giorno seguente arrivarono buone notizie. Claudio sarebbe stato dimesso entro tre giorni, così avrebbe potuto trascorrere a casa le feste natalizie. Finalmente! Fu la prima cosa che mi disse appena giunsi in ospedale. Si capiva da lontano un miglio che era contento e che non vedeva l’ora di tornare a casa. Ormai stava decisamente meglio, e i medici lo ritenevano fuori pericolo. L’unica nota dolente era che le sue gambe ancora non funzionavano. Non reagivano agli stimoli. Il rischio era che avesse perso per sempre il loro uso. Ma era meglio non pensarci. Lui era convinto che col tempo avrebbe recuperato, e io me lo auguravo con tutto il cuore, anche se un’amara consapevolezza aveva iniziato a farsi strada dentro di me. Riguardo agli arti superiori, la situazione era sicuram

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