8. Nero su bianco La mattina dopo andai a scuola. Era il penultimo giorno prima delle vacanze, per cui le lezioni non furono molto intense. Questo lasciò la mia mente libera per pensare al libro. E a Claudio. Il suo corpo riportava, chiaramente visibili, i danni dell’incidente. Non restava quasi niente del suo fisico atletico e prestante che aveva prima del tragico evento. Era molto magro e il suo volto era rimasto scavato, anche se nell’ultimo periodo aveva ripreso un po’ di colorito. Le sue braccia erano deboli e tremanti, mentre dalla cintola in giù era praticamente paralizzato. L’unica cosa che non era cambiata erano i suoi capelli chiari, che avevano ripreso la loro forma scarmigliata, e soprattutto la luce in fondo ai suoi occhi, che brillava come una fiamma accesa. Stavo inizia

