La signora col cagnolino

1581 Parole

La signora col cagnolino – Ride delle cicatrici chi non ha mai provato una ferita. La voce gli giunse nel dormiveglia ad accarezzargli le orecchie. Pace sapeva di essere disteso sull’erba e che il sole lo riscaldava, ma forse era anche a teatro. – Sorgi o bell’astro, e spengi l’invidiosa luna, che già langue pallida di dolore, perché tu sua ancella, sei molto più vaga di lei. Una voce un po’ acerba; mancanza di impostazione, ma riusciva a comunicare ed emozionava. – Guarda come appoggia la guancia su quella mano! Oh! Foss’io un guanto sopra la sua mano, per poter toccare quella guancia! Come ti è parso, Isabella? La voce aveva improvvisamente cambiato tono e Pace si svegliò. Si tirò a sedere appoggiando la schiena contro il tronco dell’albero e si guardò intorno. – Non è male Michel

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