Lo feci. Il signor Rochester, leggendo nel mio volto, vide che avevo deciso. La sua ira aveva raggiunto il colmo: egli dovette cederle per un momento, qualunque cosa ne potesse seguire; attraversò la stanza, mi afferrò la mano e mi strinse alla vita. Sembrava divorarmi con il suo sguardo di fuoco: fisicamente mi sentii, in quel momento, incapace come una paglia esposta all'impeto e al calore di una fornace: spiritualmente ero ancora padrona della mia anima e, insieme, ero certa della definitiva salvezza. L'anima, per fortuna, ha un interprete - talora inconscio ma sempre veritiero - negli occhi. I miei occhi si volsero verso di lui; e, mentre guardavo quel suo volto infuriato, senza volerlo gemetti; la sua stretta mi faceva male e le mie forze, messe troppo alla prova, erano ormai allo str

