CAPITOLO XXIX Il ricordo dei circa tre giorni e tre notti che seguirono è molto vago nella mia mente. Posso rievocare alcune sensazioni in questo intervallo, ma pochi pensieri coerenti e nessuna azione compiuta. Mi resi conto di essere in una piccola stanza e in uno stretto letto. In quel letto avevo l'impressione di essere nata; vi giacevo immobile come una pietra; e togliermi di lì sarebbe stato quasi come uccidermi. Non avevo nozione dello scorrere del tempo... del passaggio dal mattino al pomeriggio e dal pomeriggio alla sera. Se qualcuno entrava nella stanza o ne usciva, me ne accorgevo: avrei potuto anche dire chi era; riuscivo a capire ciò che diceva quando chi parlava mi era vicino; ma non potevo rispondere; aprire le labbra e muovermi mi era egualmente impossibile. Hannah, la dom

