"Non siete voi dunque colui che mi disse, con la voce tremante di compassione, in quella stanza oscura e deserta del Diomede, mentre mi pareva di morire, povera figliuola, povera figliuola? Non siete voi colui che nel fantastico viaggio verso Napoli, mentre io ardeva di febbre, appoggiava la sua mano carezzevole sulla mia fronte? Ah, voi siete pietoso: sì, sì, io lo so: è per la vostra pietà, appunto, che io vi amo: è per la pietà vostra, appunto, che voi mi lascerete il diritto d'amarvi sino alla morte, sino a che l'anima vive, in questo mondo, o nel mondo degli spiriti. Eccolo, il poi, il poi dell'amore: è l'amore istesso: per sempre, per sempre, niente altro che l'amore. Che debbo dirvi di più? Scrivendovi questa lettera, assai audace, eppure piena di umiltà, io vi ho lealmente confessa

