CAPITOLO II Mi strinse la mano. «Bene, eccola capitano, nominato ufficialmente sotto la mia responsabilità». E s’avviò con me verso la porta. Come sembrava lontana! Mi muovevo come uno che ha i ceppi alle caviglie. Ma finalmente la raggiungemmo. La aprii con la sensazione che fosse tutto un sogno, e allora, all’ultimo momento, più forte della differenza d’età e di posizione, la solidarietà degli uomini di mare ebbe il sopravvento. Ebbe il sopravvento nella voce del capitano Ellis. «Addio e buona fortuna», disse così di cuore che potei solo guardarlo con gratitudine. Poi mi girai e uscii, per non rivederlo mai più in vita mia. Non avevo fatto ancora tre passi nell’ufficio vicino che, dietro la mia schiena, udii una voce, rude, forte e autoritaria: la voce del nostro vice di Nettuno. Si

