48La notte si addossò cupa e arcana intorno al casale, i quattro abitanti si sforzarono ognuno per proprio conto di smaltire gli avvenimenti, nessuno aveva voglia di mangiare né meditava di convocare una tavola rotonda. Suzana e Marioara, sollevate alla vista dei due uomini in apparenza incolumi, trascorsero insieme la notte in un sussurrio insonne, come se stessero recitando un interminabile rosario. Giorgio scomparve presto dalla circolazione, direzione cantina. Iano si rifugiò nella sua camera confortato da una bottiglia d’acqua. Passeggiò avanti e dietro fino a notte inoltrata, malgrado la stanchezza gli stringesse le tempie e creasse vuoti paurosi al suo equilibrio in stallo. Si sentiva compresso come una bottiglia di plastica vuota nell’attimo di essere schiacciata e fiondata nel

