12

1001 Parole

12 Federico mi chiamò la mattina, quando avevo appena chiuso gli occhi per trovare il sollievo e la cura del riposo. “Cazzo!” mormorai, aprendo a stento gli occhi. “Che c’è, stronzo?” urlai, di proposito, per fargli capire che non avevo piacere per quella chiamata. “Sei sempre così gentile, tu” sussurrò, con la voce affranta, più del solito, come se volesse anticipare con quel tono la drammaticità delle sue condizioni. “Ma si può sapere che cazzo hai? Mi chiami a quest’ora! Lo sai che devi chiamare nel pomeriggio!” restai in silenzio, per un attimo, pensando che in effetti mai più aveva chiamato da quella volta che eravamo andati insieme a Lovere. Poi era scomparso, come se non si fosse preoccupato più di darmi sue notizie. Mi venne il dubbio che sapesse della relazione tra me e Lucian

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI